Charlie Brown

"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)


Graduatorie (neanche tanto graduate)

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Umorismo | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 12/12/24

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Ti amo è un tempo finito


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Ti amo è un tempo finito

sospeso tra le parole

che non sanno esprimere

quello che per te provo –

perché le parole sono finite,

corte,

troppo piccole

per contenere il mio sentimento

così forte.

Ti amo è un verbo consumato,

abusato,

usato

e io non userò per te frasi già scritte

ed emozioni che sono di altri –

perché il mio amore

come il dolore

è unico

e conosce una sola direzione: la tua.

Ti mentirei se ti dicessi che mi fai stare bene

perché mi fai stare male –

però per il tuo bene

per il bene che ti voglio

mento

nascondendomi dietro a una risata stupida,

compresa solo dagli sciocchi.

Rido anche adesso

che non mi vedi,

perché è buffo

che proprio a te mento

l’ultima persona con cui vorrei fingere nell’universo.

Ti amo è un tempo infinito

che mette a dura prova i nervi

e la resistenza –

è uno spasmo che si appiccica al cuore

e non lo molla

neanche quando smette di gridare,

perché è un tempo sospeso nella vita

senza il conforto della morte.

                             

                               (Charlie)

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Poesia | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 10/12/24

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Condannati a vivere di soli libri?


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Diventa sempre più difficile per piccoli e grandi editori sostenere un mercato come quello dell’editoria, ed è per questo che ci si chiede: può un autore, da solo, essere l’unica risorsa delle case editrici? Come può l’editore (e il lettore) vivere di soli libri?

Siamo abituati a concepire le librerie come un luogo dove se ne vendono a centinaia, in realtà, in un periodo di rivolgimenti economici come quello che siamo vivendo, non sono solo i libri a fruttare guadagni agli editori, ma anche altre merceologie; tutto sta nel capire come si conciliano questi servizi con i progetti editoriali. continua a leggere

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Storie di libri e di teatro | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 09/12/24

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Le stagioni di Zhat



Il romanzo di Sonallah Ibrahim, diversamente dai tanti altri testi che siamo abituati a leggere, snoda la sua narrazione nell’Egitto contemporaneo attraverso le tre presidenze di Nasser, di Sadat e di Mubarak, trinità politica che demarca i decenni in cui si sviluppano le vite quotidiane dei personaggi.

Lo scenario, costellato da varie mutazioni che risalgono dagli anni ‘60 agli anni ‘80, è quello di un condominio situato in una zona del Cairo dove si sviluppano le vicende di Zhat (la vera protagonista del romanzo) e suo marito Abdel Meghid, prima giovani sposini e poi maturi coniugi con prole, con tanto di contorno di vicini, parenti e colleghi di lavoro. continua a leggere

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 09/12/24

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Femme Letale, la violenza non ha un sesso né un nome


​Che cos'hanno in comune Pauline, Juliet, Denise, Catherine ed Elvira, oltre ad essere donne? La debolezza? L'emotività? Il sentimentalismo elevato alla massima potenza? Cos'è che spinge un uomo ad uccidere?Ogni anno in Italia si registrano sempre più casi di femminicidio e il "movente" sembra essere sempre lo stesso: quello di considerare la propria partner come un oggetto personale, spogliata della sua libertà e del suo essere individuo, di cui disporre a proprio piacimento. Ma cosa succederebbe se le cose si capovolgessero? Se la donna, da vittima, diventasse l'esecutore materiale di un omicidio?

​In Femme Letale, spettacolo ideato e diretto da Natascia Bonacci si assiste ad una catartica e distorta rivalsa di quanto avviene consuetudinariamente, così Pauline, Juliet, Denise, Catherine ed Elvira diventano protagoniste di fatti di sangue esponendosi in prima persona e questa volta in vesti insolite: quella del carnefice. continua a leggere​

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 09/12/24

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Il fu Mattia Pascal e il flop dell'introspezione



Tra Il fu Mattia Pascal e altri lavori teatrali che lo hanno preceduto adattati da Daniele Pecci la prima cosa che salta all’occhio dello spettatore è la “staticità” della vicenda che vien resa ancora più greve da una scenografia che resta anch’essa immutata per gran parte del tempo. 

La storia comincia dalla fine. È lo stesso Mattia Pascal (Daniele Pecci) a raccontarla. Lo ritroviamo in una biblioteca di un vecchio convento sconsacrato insieme a Don Eligio (Rosario Coppolino) al quale racconta chi egli era e quel che era la sua vita e di quello che gli resta ormai della sua identità.

La scena è allestita con scaffali in legno scuro (costituiti da pannelli scorrevoli che simulano il cambio di scena e di ambientazione) colmi di libri; al centro un tavolo, anch’esso in legno, e due sedie. La cupezza, data dal colore del mobilio, indica che quel che verrà narrato di lì a poco non reca con sé i toni di una felice vicenda ma, al contrario, segnerà le sfumature grigie e drammatiche che ne caratterizzeranno l’epilogo. continua a leggere


Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 09/12/24

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